Il programma DRY CONDITION AREA, avviato nel 1998, è dedicato alle aree europee a basso indice di precipitazioni: oggi più attuale che mai, come confermato anche dall’annata 2022. Il cambiamento climatico e la frequenza di eventi estremi sono una realtà sempre più importante anche per il mais.

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Dal 1998 selezioniamo varietà di mais resistenti agli stress.

Il riscaldamento globale è ormai una variabile centrale anche nella coltivazione del mais. Le forti variazioni climatiche degli ultimi anni, spesso con periodi di siccità, dimostrano quanto oggi siano indispensabili varietà di mais tolleranti a stress e condizioni avverse.

Ecco perché già nel 1998 abbiamo lanciato il Dry Condition Area Program, pensato specificamente per le zone a scarsa piovosità in Europa. Selezionando linee d’élite da Sud della Francia, Ungheria e Nord Europa siamo riusciti a contenere gli effetti negativi di siccità, malattie e cali produttivi. I risultati delle nostre varietà nate dal Dry Condition Area Program parlano da soli.

Gli effetti negativi del riscaldamento globale e della distribuzione irregolare delle piogge, spesso con eventi estremi, sono:

  1. Danni da siccità e forti perdite di produzione
  2. Aumento delle fitopatie
  3. Calo della qualità dei foraggi con conseguente diminuzione della produzione di latte
  4. Riduzione della redditività

Studio del programma Dry Condition Area

Le sei estati più calde mai registrate sono tutte negli ultimi 22 anni.

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